Località Rivoli Bianchi, Tolmezzo

Geotrail Rivoli Bianchi di Tolmezzo

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L’itinerario dei Rivoli Bianchi permette di scoprire le caratteristiche geologiche e geomorfologiche che rendono quest’area un geosito di interesse sovranazionale. Il percorso, realizzato in collaborazione con il CAI-Sezione di Tolmezzo e con la Città di Tolmezzo, è dotato di pannelli che forniscono informazioni riguardo alla geologia dell’area, al tipo di roccia affiorante (la Dolomia Principale) e alle testimonianze fossili qui rinvenute (tra cui megalodonti e gasteropodi), e anche alla flora e alla fauna tipici degli ambienti di ghiaione.

Lasciato l’abitato di Tolmezzo e salendo lungo la strada che porta a Illegio, si raggiunge il punto di partenza in corrispondenza di una piazzola di sosta presso la palestra di roccia, dove è possibile parcheggiare e dove si trova il primo geostop.

Da qui si prosegue a piedi, lungo un percorso ad anello che sale lateralmente al conoide fino a raggiungere la briglia di contenimento, e scende compiendo una piccola deviazione che porta a un grande masso particolarmente ricco di megalodonti. Dalla briglia in poi, a causa della mutevolezza di questo ambiente, considera la traccia .gpx solo come indicativa; questo perché, a causa di possibili colate avvenute in seguito della costruzione dell’itinerario, il sentiero potrebbe avere subito modifiche.

Informazioni

Difficoltà:
Turistico
Periodo consigliato:
Tutto l'anno
Attrezzatura consigliata:
Scarpe robuste

Informazioni

info@geoparcoalpicarniche.org
+39 0433 487726
Tolmezzo (UD) – ITALY

Utilizzo della mappa

La mappa altimetrica interattiva consente di visualizzare sulla mappa geografica il variare dell’altitudine del percorso nel suo sviluppo; scorrila da sinistra verso destra per vedere il verso in cui il percorso deve essere affrontato.
E’ possibile modificare il livello di zoom agendo sui pulsanti in alto a sinistra, mentre il pulsante permette di ripristinare le impostazioni iniziali; è infine possibile scegliere una mappa diversa cliccando sul pulsante in alto a destra.
  1. 1I Rivoli Bianchi di Tolmezzo e il Monte Amariana

    Rivoli Bianchi è il nome del ventaglio di detriti che scende dalla profonda frattura del Monte Amariana in cui scorre il Rio Citate. Il suo nome scientifico è “conoide di deiezione”, e quello che abbiamo di fronte è uno dei più estesi attivi d’Europa.
    Già ad una prima occhiata al Monte Amariana notiamo le rocce stratificate per quasi 1000 metri: si tratta in gran parte di Dolomia Principale, roccia risalente alla fine del Triassico, 225-210 milioni di anni fa. Allora qui si estendeva un mare, in alcune fasi più profondo, in altre simile a una laguna: questa alternanza è visibile oggi negli strati sovrapposti di dolomia cristallina, formata da sedimenti di mare profondo, e dolomia a stromatoliti, derivata dai fanghi trattenuti dai tappeti algali di laguna.

  2. 2La piega e il conoide di deiezione

    La roccia del Monte Amariana si è formata in un ambiente di mare, nel Triassico. Successivamente, con il corrugamento della crosta terrestrre che ha portato alla formazione della Catena Alpina, questi strati si sono deformati, creando un’enorme piega. Oggi la piega è difficile da osservare a causa delle sue faglie: fratture verticali che l’hanno smembrata, traslandone le sezioni. La faglia principale è quella percorsa dal Rio Citate. Da qui si alimenta il conoide di deiezione: un corpo di detriti che si forma quando un torrente, che scorre dapprima in una valle stretta, sfocia in una più ampia e con minore pendenza.
    Il conoide dei Rivoli Bianchi è formato da materiale che si è accumulato negli ultimi 18.000 anni, dopo la scomparsa delle lingue glaciali che ricoprivano l’area. La sua superficie è di oltre 2 km², con un dislivello massimo di circa 200 m.

  3. 3La fauna dei ghiaioni

    Ci troviamo nella parte stabilizzata del conoide, quella cioè in cui non vi è più trasporto di detriti e la vegetazione ha potuto diffondersi.
    L'area che circonda il conoide dell'Amariana è caratterizzata, come abbiamo visto, da ambienti differenti: dal ghiaione alla pineta e faggeta, dalla rupe alla prateria. Per questa ragione questo territorio ospita una fauna costituita sia da specie tipiche del bosco che da specie tipiche di ambienti più aperti.
    Nel pannello potrai trovare illustrate le principali specie animali che vivono in questo territorio.

  4. 4La flora dei ghiaioni

    Dal punto di vista botanico il conoide detritico rappresenta un habitat naturale molto interessante. È, infatti, un ambiente generalmente ostile alla vita; nonostante ciò, alcune specie riescono a colonizzarlo, adattandosi in modo sorprendente a un suolo povero di sostanze nutritive e anzi modificandolo, rendendolo cioè più adatto ad accogliere altre specie. Queste piante sono dette piante pioniere, perché per prime si insediano in un terreno, oppure glareofite, cioè adattate a vivere sui ghiaioni.

  5. 5La briglia

    Dagli inizi del Novecento le acque del Rio Citate vengono controllate attraverso la costruzione di argini che lo deviano verso Nord.
    I primi interventi di regimazione erano molto blandi: la potenza del conoide era stata sottovalutata, come riporta Michele Gortani. Nel 1905, infatti, a seguito di un alluvione, materiale detritico si riversò fino alle campagne di Tolmezzo. Dopo questi fatti, lo stesso Gortani dedicò uno studio al conoide, concludendo che bisognava "lasciar  vagare la Citate a suo talento", limitandosi a impedire che le alluvioni raggiungessero le strade.
    Dagli anni '20 si ebbe la costruzione delle briglie di trattenuta e correzione del profilo lungo la Citate, visibili ancora oggi. Ulteriori successivi tratti di briglia sono stati eretti, ad opera del Corpo Forestale, fino ai giorni nostri.

     

  6. 6I fossili del Monte Amariana

    Raggiunta la briglia, si ridiscende verso il punto di partenza. Da questo punto in poi, la traccia .gpx va considerata solo come indicativa perché, a causa di possibili nuove colate, il sentiero potrebbe aver mutato leggermente il suo tracciato. Compi una piccola deviazione verso destra per raggiungere un grande masso ricco di fossili di Megalodon. Puoi riconoscere i fossili di questi grossi molluschi grazie alla forma delle caratteristiche conchiglie dalla sezione a cuore.