Paularo

Forra Las Calas

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La forra di Las Calas è un monumento naturale scavato dall’acqua nella roccia, che l’ha levigata creando scenari suggestivi ed emozionanti.

L’acqua non è la sola protagonista di questo Geotrail: lungo il percorso puoi vedere il risultato delle enormi forze messe in gioco durante le orogenesi – ercinica e alpina – e le deformazioni crostali che hanno modellato le rocce affioranti, fornendo loro l’aspetto attuale. Inoltre, le diversità litologiche, che caratterizzano la successione stratigrafica devoniano-carbonifera incisa dal Torrente Chiarsò, determinano un ambiente di notevole interesse dal punto di vista geologico.

Per raggiungere l’inizio del percorso, dall’abitato di Paularo segui le indicazioni per Cason di Lanza fino a raggiungere la località da Nelut, dove puoi parcheggiare. Da qui, seguendo a piedi la strada asfaltata verso Cason di Lanza, dopo poche centinaia di metri raggiungi l’imbocco del sentiero CAI n. 442. Raggiunto l’alveo del torrente Chiarsò, una breve deviazione sulla sinistra ti porta a un punto di osservazione su un tratto di forra. Ritornato sull’anello principale, dopo un centinaio di metri raggiungi il sentiero scavato nella roccia che percorre in lunghezza la forra. Proseguendo il cammino torni alla strada asfaltata.

Informazioni

Difficoltà:
Escursionisti esperti
Lunghezza:
3,35 km
Dislivello:
380 m
Periodo consigliato:
Aprile-Settembre

Informazioni

Centro informazioni
info@geoparcoalpicarniche.org
+39 0433 487726
Tolmezzo (UD) – ITALY

Utilizzo della mappa

La mappa altimetrica interattiva consente di visualizzare sulla mappa geografica il variare dell'altitudine del percorso nel suo sviluppo; scorrila da sinistra verso destra per vedere il verso in cui il percorso deve essere affrontato.
E' possibile modificare il livello di zoom agendo sui pulsanti in alto a sinistra, mentre il pulsante permette di ripristinare le impostazioni iniziali; è infine possibile scegliere una mappa diversa cliccando sul pulsante .
  1. 1Parete di roccia verticale

    Mentre scendi verso l’imbocco della forra presta attenzione alla parete verticale di roccia che si estende in altezza per svariati metri. È costituita da calcari pelagici (depositati quindi in ambiente marino) risalenti alla fine del Devoniano-inizio del Carbonifero (circa 380-350 milioni di anni fa).

  2. 2Veduta su un tratto della forra

    Per raggiungere il punto di osservazione, devi compiere una breve deviazione verso sinistra.
    Da qui puoi godere di una panoramica sulla forra nel suo complesso ed osservare come l’alveo si presenti in alcuni tratti più ampio, mentre in altri le acque vengano confinate all’interno di uno strettissimo canyon.
    Da qui si possono cogliere le diverse morfologie legate all’azione erosiva delle acque torrentizie ed osservare come queste siano in grado di scavarsi un profondo varco nella roccia.
    Dopo questa osservazione, per risalire il tratto di forra praticabile devi tornare lungo l’itinerario principale.

  3. 3Imbocco della forra

    Raggiunto l’inizio del sentiero scavato nella roccia, nella parte medio-bassa delle pareti della forra puoi vedere le morfologie derivanti dall’erosione torrentizia: pareti levigate, marmitte di erosione, sotto-escavazioni, pozzi e salti. Queste morfologie si presentano lungo tutto il percorso di risalita della forra.
    Le rocce affioranti sono calcari grigi, rosa, nocciola con rari livelli scuri argillosi. Rari sono i resti fossili di ammonoidi.

  4. 4Pieghe

    In questo punto, e lungo tutta la forra, risultano evidenti le conseguenze delle forti compressioni legate a ben due orogenesi, quella ercinica (Carbonifero sup.) e quella alpina, ancora in atto.
    Mentre cammini all’interno della forra puoi osservare, infatti, numerose pieghe e faglie nella compagine rocciosa che però non ha perso i caratteri acquisiti durante la deposizione. La geometria delle faglie e delle pieghe ci permette di determinare l’orientamento delle spinte che le hanno originate.

  5. 5Contatto litologia diversa

    Da questo punto appare evidente il contatto tra due diverse litologie: i depositi di Calcari pelagici prevalentemente del Devoniano superiore, e quelli del Carbonifero inferiore-superiore (350-320 milioni di anni fa) della Formazione dell’Hochwipfel. Questi ultimi sono costituiti da sedimenti di origine continentale (sabbie, argille a composizione silicea). La presenza di rocce dell’Hochwipfel sarà ancora più evidente lungo il percorso risalendo il versante dopo aver abbandonato la forra.

  6. 6Formazione dell’Hochwipfel

    Durante l’orogenesi ercinica (Carbonifero sup.) il bacino carnico è stato caratterizzato da forti movimenti tettonici che hanno portato ad approfondimenti di alcune zone e sollevamento di altre; frequenti sono state le frane sottomarine che hanno determinato l’accumulo di sedimenti a granulometria variabile: brecce, conglomerati, arenarie e peliti con caratteristiche che indicano come essi provengano da aree più lontane rispetto a al bacino di deposizione. Queste rocce costituiscono la Formazione dell’Hochwipfel. In questo affioramento noti argilliti e siltiti scure, facilmente sfaldabili lungo piani paralleli.