Qui, dove un piccolo rio incrocia la mulattiera, si osserva un banco di calcari algali ancora non franati. Sono calcari nerastri, contrariamente alla gran parte di quelli chiari della successione di Pramollo. Se vengono percossi, questi calcari liberano un caratteristico odore di bitume. L’odore e il colore nerastro indicano che il fondale lagunare sul quale i frammenti algali (talli) si depositavano con il fango era privo di ossigeno: le particelle organiche che si accumulavano insieme ai calcari algali non subivano putrefazione. Per questa ragione queste rocce contengono oggi le tracce di un “petrolio immaturo”: si tratta di quella antica materia organica, che si è letteralmente cotta all’interno della crosta terrestre con il passare delle ere geologiche.
Cerca
Ultimi Post
- 15 maggio 2026 – Geoconferenza “Il terremoto insegna”
- 10 maggio 2026 – Geoescursione ai Rivoli Bianchi e visita alla mostra
- Il Centro Visite del Geopark Karnische Alpen commemora l’anniversario del Terremoto
- 3 maggio 2026 – Geoescursione “Paleolago di Forni di Sotto”
- 24 aprile 2026 – Visita guidata alla mostra “Acqua aria terra ghiaccio”