Forni Avoltri (con partenza da Sappada)

Le antiche miniere del Monte Avanza – L’itinerio risulta al momento NON completamente PERCORRIBILE causa caduta alberi lungo il sentiero!

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Le miniere del Monte Avanza sono le più antiche della Regione Friuli Venezia Giuliaì; il primo documento che testimonia l’attività mineraria risale al 778.  I minerali metallici presenti nel giacimento sono: Tetraedrite (più abbondante e diffuso), Galena, Sfalerite (o Blenda), Pirite e altri da cui si ricavavano: Rame, Mercurio, Argento, Zinco e Antimonio.

Il percorso comincia lungo la strada che percorre la Val di Sesis (1740 m slm) e si sviluppa ad anello sulle pendici meridionali del Monte Avanza. Il primo tratto segue una pista forestale fino ad intercettare il sentiero CAI 173 che si percorre fino al punto di incontro con il sentiero CAI 177. Si prosegue quindi lungo il sentiero CAI 177 costeggiando le pendici del M.te Avanza fino alla miniera medievale, testimonianza dei più antichi tentativi di sfruttamento delle risorse minerarie in regione, e la più recente galleria “Mulazzani”. Lungo questo tratto si possono vedere i calcari formatisi nel Devoniano (tra i 400 e 350 milioni di anni fa) in ambienti marini di piattaforma e poi metamorfosati durante l’orogenesi Ercinica. Sulla via di ritorno, immersi nel Bosco Avanza, si troveranno anche i resti del villaggio minerario.

Informazioni

Difficoltà:
Escursionisti esperti
Lunghezza:
6,5 km
Dislivello:
580 m
Periodo consigliato:
Luglio-Settembre
Attrezzatura consigliata:
Scarponi o scarpe da trekking robuste con suola scolpita; abbigliamento per escursioni in quota, pranzo al sacco e acqua. Consigliati bastoncini da trekking.

Informazioni

Nonostante il percorso non sia particolarmente impegnativo è consigliato, essendo per alcuni tratti su terreno accidentato, per escursionisti abituarti a camminare in montagna.

Utilizzo della mappa

La mappa altimetrica interattiva consente di visualizzare sulla mappa geografica il variare dell’altitudine del percorso nel suo sviluppo; scorrila da sinistra verso destra per vedere il verso in cui il percorso deve essere affrontato.
E’ possibile modificare il livello di zoom agendo sui pulsanti in alto a sinistra, mentre il pulsante permette di ripristinare le impostazioni iniziali; è infine possibile scegliere una mappa diversa cliccando sul pulsante in alto a destra.
  1. 1Il Passo Avanza: spartiacque tra i bacini idrografici del Piave e del Tagliamento

    Il Passo Avanza è un punto di passaggio tra la Val di Sesis e la Valle del Rio Avanza e costituisce un punto di particolare interesse geografico; si trova infatti lungo la linea di spartiacque che separa i bacini idrografici dei fiumi Piave e del Tagliamento.

    La Val di Sesis rappresenta il tratto iniziale della valle del fiume Piave, e lì si trovano le sue sorgenti. Il Rio Avanza confluisce invece nel torrente Degano che a sua volta va ad alimentare il fiume Tagliamento.

  2. 2I coni detritici

    Gli accumuli di detriti che caratterizzano questo tratto del percorso sono il risultato dell’azione di agenti esogeni (principalmente acque piovane, neve e ghiaccio) che hanno agito, e ancora agiscono, sulle fratture che interessano delle masse rocciose rendendole più profonde. Questo porta alla frattura e al distacco di frammenti di roccia che, mossi dalla forza di gravità, si muovono verso il basso accumulandosi alla base delle pareti rocciose. Se la parete è uniforme si forma una “falda detritica”; se lungo la parete è presente una rientranza o un canalone (che convoglia il detrito), si formerà un cono detritico. Una falda detritica può essere formata dalla fusione di più coni detritici. Nelle falde e nei coni detritici i materiali di dimensioni maggiori tendono ad accumularsi più in basso.

  3. 3La “Galleria Antica”

    La “Galleria Antica” è situata a circa 1900 m slm su una parete del versante meridionale del Monte Avanza. Rappresenta il limite più occidentale dell’area interessata dall’estrazione del minerale. E’ stata scavata nei calcari massicci del Devoniano (tra i 400 e 350 milioni di anni fa) in un’area in cui la roccia si presenta intensamente fratturata a causa della presenza di una faglia.

    Questa caratteristica della roccia ha permesso lo scavo della galleria, avvenuto, con tutta probabilità, con mazza e punta. Lo scavo è sicuramente antecedente al 1881 in quanto riportato in una planimetria di quell’anno. La galleria è angusta e questo permette di ipotizzare che sia stata realizzata in età Medioevale.

  4. 4La località “Pietra verde”

    Da questo punto, è possibile osservare, guardando verso Nord, una zona denominata “Pietra verde”, il cui nome è dovuto alla presenza di alcuni grossi massi caratterizzati da un’intensa colorazione verde-blu. Questi blocchi rocciosi sono il risultato di un piccolo distacco dalla parete rocciosa sovrastante che, a tratti, presenta la stessa colorazione.

    La colorazione verde-blu dei massi è dovuta alla presenza di minerali secondari (risultato di processi di alterazione) quali la Malachite e l’Azzurrite, i più diffusi minerali secondari presenti nell’area delle miniere del Monte Avanza. Si presentano diffusamente come incrostazioni microcristalline sui calcari metamorfosati del Devoniano.

  5. 5La Galleria Mulazzani

    L’ingresso della galleria Mulazzani è situato a circa 1780 m di quota. Questa galleria era attiva già nel XIX secolo durante la gestione della Società Veneta Montanistica. E’ stata riattivata nel 1939 dalla ditta Micoli-Toscano, ampliata nel 1944 dalla Società Anonima Miniere Monte Avanza e l’ingresso è stato nuovamente riattivato durante la l’ultima gestione della Finsepol S.p.A. di Trieste, che ha operato dal 1975 agli inizi degli anni ’90.

    Le altre gallerie aperte nel corso degli anni hanno ingressi a livelli diversi tra i 1639 e i 1925 metri di quota, le principali sono: galleria Bauer (1861 m slm), galleria Errera (1925 m slm), galleria O’Connor (1815 m slm), galleria Berta (1875 m slm) e galleria  Q. Sella (1686 m slm).

  6. 6Il Villaggio Minerario

    Il Villaggio Minerario si trova a quota 1693 m slm in corrispondenza al toponimo Casera Avanza di Là di Sopra. Si tratta di edifici realizzati durante le ultime gestioni della miniera. In passato altri fabbricati destinati al personale erano ubicati a Pierabech. A Est di Casera Avanza di Là di Sotto (q. 1414 m slm) alcuni ruderi e il toponimo “I Pestons” (Pistons) indicano la presenza di pistoni la cui funzione era di ridurre in polvere la roccia cavata dalla miniera al fine di estrarne il minerale. Il toponimo Forni Avoltri testimonia invece la presenza di forni fusori.

  7. 7Il Monte Navastolt e il Geosito: metamorfiti erciniche del Monte Avanza

    Dal Villaggio Minerario, una deviazione di circa 250 m verso Est, lungo un’altra pista, permettere di raggiungere un altro piazzale dal quale è possibile osservare verso NordEst il Monte Navastolt. Il Monte Navastolt rappresenta la parte più orientale del gruppo del Monte Avanza. Quest’area rappresenta il centro di un settore (di circa 15 km2), unico in regione Friuli Venezia Giulia, formato esclusivamente da rocce metamorfiche.

    Queste rocce sono costituite perlo più :
    - marmi, derivanti da metamorfosi di calcari massicci del Devoniano (400 - 350 milioni di anni fa);
    - rocce che si presentano fittamente fogliettate (metapeliti e metareniti), derivanti da metamorfosi di calcari scuri, peliti scure e areniti dell’Ordoviciano e del Siluriano (500 -  400 milioni di anni fa).

    La metamorfosi è avvenuta per tutte queste rocce a partire da 350 milioni di anni fa, quando sono state coinvolte nelle grandi compressioni legate all’inizio dell’orogenesi Ercinica. Il geosito si sviluppa nell’area di Passo Buso sul versante Nord Orientale del Monte Navastolt.